Pannello 2 di 8 Malattie di guerra, tecniche e conoscenze scientifiche
L’orientamento fisico di questo pannello (dove si trova rispetto all’ingresso, dove è il pannello successivo) va rilevato in sala insieme al museo — non è ancora disponibile.
Il racconto audio
Ascoltato: 0:00Durata totale: 2:23
Il racconto è un contenuto a sé: pochi minuti pensati per l’ascolto, non la lettura del pannello. Il testo stampato sulla parete è un’altra cosa: lo scegli con i pulsanti in cima alla pagina, scritto, in versione facile da leggere o tradotto in LIS.
Preferisci leggere il racconto invece di ascoltarlo? Apri la trascrizione.
Malattie di Guerra e Chirurgia Primitiva
Sino a un’epoca relativamente recente, il servizio sanitario bellico era rivolto quasi esclusivamente alla cura dei feriti. Le epidemie erano considerate inevitabili: tra il periodo napoleonico e il 1865 si stimano infatti 6 milioni di morti per malattia contro 1,5 milioni per ferite. Patologie come tifo, la dissenteria, il colera e la cancrena seminavano stragi, con una mortalità operatoria che oscillava tra il 50% e il 90%.
Fino alla metà dell'Ottocento, la chirurgia operava in condizioni primitive:
- Mancanza di igiene: i malati venivano operati su tavoli di legno usati poco prima per dissezioni cadaveriche.
- Strumentazione rudimentale: si utilizzavano coltelli con manici in legno e seghe da falegname per le amputazioni.
- Materiali di fortuna: lo spago per legare i vasi sanguigni era acquistato nei negozi di fruste per cavalli e le medicazioni erano fatte con filacce ricavate da biancheria vecchia lavata sommariamente.
- Assenza di anestesia: prima della scoperta delle prime forme di antidolorifici (etere e protossido d'azoto), i pazienti affrontavano gli interventi tra urla inumane.
La Rivoluzione Scientifica
Un cambiamento radicale avvenne con Louis Pasteur, che identificò nei bacilli la causa della trasmissione delle malattie. Joseph Lister applicò queste scoperte alla chirurgia introducendo l'uso dell'acido fenico come antisettico, mentre Robert Koch perfezionò la sterilizzazione tramite il vapore. Parallelamente, l'anestesia progredì dall'etere al cloroformio, fino all'introduzione dell'anestesia locale.
Innovazioni Tecniche e Formazione
In risposta alla "carneficina" dei moderni conflitti, la tecnologia produsse strumenti chirurgici specializzati per le ferite da arma da fuoco. Furono creati utensili specifici per tagliare e perforare tessuti molli e ossa, sondare la profondità delle lesioni, fissare i tessuti, mantenere i tessuti divaricati per operare in profondità e arrestare le emorragie.
Per formare i medici all'uso di queste tecniche, nacquero scuole dedicate, come la celebre Università castrense di San Giorgio di Nogaro.
La medicina militare di un tempo
Tanti anni fa, in guerra, la medicina non era come oggi.
I medici curavano soprattutto i soldati feriti.
Ma le malattie erano un problema enorme.
Moltissimi soldati morivano per malattie come queste:
tifo
dissenteria, cioè una grave malattia dell'intestino
colera, cioè una grave malattia che si prende dall'acqua sporca
cancrena, cioè quando una ferita si infetta in modo molto grave
Moltissimi soldati morivano anche durante le operazioni chirurgiche.
Le operazioni chirurgiche sono gli interventi del medico
per curare le ferite più gravi.
Come si operava un tempo
Le operazioni si facevano in condizioni molto difficili.
Non c'era igiene, cioè pulizia.
I tavoli su cui si operava erano sporchi.
Gli strumenti chirurgici erano rozzi e inadeguati.
Per fare le amputazioni si usavano seghe da falegname.
I fili per fermare il sangue si compravano in negozi di attrezzature per cavalli.
Le medicazioni si facevano con stracci vecchi lavati male.
Non esisteva ancora l'anestesia,
cioè i prodotti che tolgono il dolore durante un'operazione.
I pazienti venivano operati svegli, sentendo tutto il dolore.
La rivoluzione della medicina
Verso la metà degli anni 1800 la medicina è cambiata molto.
Uno scienziato francese che si chiamava Louis Pasteur
ha scoperto che i batteri trasmettono le malattie.
I batteri sono esseri viventi così piccoli che non si vedono ad occhio nudo.
Alcuni batteri possono far ammalare le persone.
Uno scienziato inglese che si chiamava Joseph Lister
ha cominciato a usare un prodotto speciale per pulire le ferite
e uccidere i batteri durante le operazioni.
Questo tipo di prodotto si chiama antisettico.
Uno scienziato tedesco che si chiamava Robert Koch
ha trovato il modo di pulire completamente gli strumenti medici,
in modo da eliminare tutti i batteri.
Questa operazione si chiama sterilizzazione.
Anche l'anestesia è migliorata nel tempo.
Sono stati trovati prodotti sempre più efficaci
per togliere il dolore durante le operazioni.
I nuovi strumenti chirurgici
Con le nuove armi, le ferite in guerra erano più gravi.
I medici avevano bisogno di strumenti nuovi e più precisi.
Sono stati costruiti strumenti speciali per:
tagliare e lavorare i tessuti e le ossa
capire quanto è profonda una ferita
tenere ferme le parti del corpo durante un'operazione
fermare le emorragie, cioè le grandi perdite di sangue
Per insegnare ai medici queste tecniche nuove,
sono nate scuole speciali per medici militari.
Una scuola famosa si trovava a San Giorgio di Nogaro.
Video in Lingua dei Segni Italiana. Traduce per intero il testo del pannello. Durata 5 minuti e 16 secondi.
Questo pannello racconta come la medicina militare ha imparato a salvare vite. Proviamo a immaginare insieme da dove si partiva.
Prima della metà dell'Ottocento, entrare in una sala operatoria era — per il paziente — quasi peggio che stare sul campo. Niente igiene. I malati venivano operati su tavoli di legno appena usati per sezionare i cadaveri. Le lame erano le stesse dei falegnami. Lo spago per legare i vasi sanguigni si comprava nelle botteghe di fruste per cavalli.
E soprattutto: niente anestesia. Prima dell'etere e del protossido d'azoto, gli interventi avvenivano svegli. Il grido del paziente era parte dell'operazione.
I numeri parlano da soli. Tra le guerre napoleoniche e il 1865 si stimano sei milioni di morti per malattia — tifo, dissenteria, colera, cancrena — contro un milione e mezzo per ferite. Quattro volte più uomini uccisi dalla malattia che dai proiettili. La mortalità operatoria oscillava tra il cinquanta e il novanta per cento.
Poi arrivò la scienza. Louis Pasteur identificò nei batteri la causa delle malattie infettive. Joseph Lister applicò questa scoperta alla chirurgia: introdusse l'acido fenico come antisettico e i tassi di infezione crollarono. Robert Koch perfezionò la sterilizzazione con il vapore.
L'anestesia progredì dall'etere al cloroformio, poi all'anestesia locale. I feriti per la prima volta potevano essere operati senza soffrire.
Con la Grande Guerra nacquero strumenti chirurgici progettati apposta per le ferite da arma da fuoco. Utensili per sondare in profondità, fissare le ossa, bloccare le emorragie nei secondi decisivi.
Per insegnare ai medici a usarli, nacquero scuole dedicate. La più celebre fu l'Università castrense di San Giorgio di Nogaro, qui nel Friuli.
Questo pannello ci racconta qualcosa di essenziale: la medicina di guerra è stata, paradossalmente, uno dei motori più potenti del progresso scientifico della storia.
Impostazioni di accessibilità
Puoi adattare questa pagina a come leggi e ascolti meglio. Le impostazioni restano salvate su questo telefono e valgono per tutti i pannelli.